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Quando si organizza una vacanza accade spesso di pensare solamente alle piacevoli giornate che ci stanno davanti, ai luoghi incantevoli da visitare, alle dormite sulla spiaggia o alle abbuffate con gli amici. Spesso dimentichiamo però che in una vacanza ci possono essere anche degli inconvenienti, salvo accorgersi poi nel momento meno opportuno... Chi, ad esempio, quando si accende il motore per partire, pensa che potrebbe accadere qualcosa, a noi o ai nostri familiari, dal punto di vista sanitario? Forse lo fanno i genitori con figli in età scolare o prescolare, ma gli altri? Ci sentiamo a questo proposito in dovere di presentarvi una serie di problematiche relative alla salute del viaggiatore, più in particolare la salute del camperista o del caravanista, che è in sostanza ciò che ci riguarda più da vicino. Tanto per iniziare, la distinzione appena fatta non è di poco conto, né tanto meno retorica o di circostanza: il turista itinerante che utilizza i veicoli da campeggio sceglie un tipo di vacanza sicuramente diverso da chi, ad esempio, sale su un aereo per essere poi portato, in taxi, in un villaggio turistico delle Maldive. Questo non significa che ci sono più rischi di ammalarsi o di finire in un ospedale straniero, ma certamente l'autonomia e la libertà che solo il veicolo ricreazionale può dare deve essere gestita in modo maturo e intelligente, altrimenti rischiamo di passare delle brutte disavventure. Così, come prima di partire controlliamo l'usura dei pneumatici o riempiamo la bombola del gas, anche per ciò che riguarda la nostra salute e la prevenzione di possibile malanni fisici dobbiamo presti la massima attenzione a una se di regole igieniche e comportamentali. Ad esempio, gli alimenti e le bevande possono essere fonte problemi, soprattutto in alcune zone. Se abbiamo dei dubbi su potabilità dell'acqua, possiamo utilizzare un disinfettante come il clorito di sodio, versato nel serbatoio dell'acqua portabile, lasciando naturalmente a esso il tempo di agire più o meno lungo a seconda la contaminazione del liquido). Un altro rimedio, antico ma non per questo meno valido, consiste il portare a ebollizione l'acqua, che può così essere bevuta senza problemi. Ricordiamoci che se temiamo un inquinamento dell'acqua (che, per inciso, può anche riguardare un incantevole ruscelletto) dobbiamo usare le stesse cautele anche quando ci laviamo i denti e risciacquiamo i cibi (e in uni casi, per fortuna limitati, che quando ci laviamo). Se per caso, in mancanza del prezioso liquido vitale, deve essere sciolto del ghiaccio per bere o cuocere gli alimenti, dobbiamo usare le stesse cautele, perché la trasparenza o il candore non sempre sono sinonimo di purezza. Frutta e verdura vanno sempre lavate, lasciandole possibilmente a bagno in acqua e ipocolorito di sodio. Alla carne e al pesce bisogna prestare sempre una certa attenzione, soprattutto in paesi e culture diverse dalle nostre: evitiamo comunque di consumarli crudi, perché la cottura, o meglio l'ebollizione, riescono a distruggere eventuali germi. Per avere una garanzia, anche il latte (a meno che sia pastorizzato) deve essere bollito, avendo cura di riportarlo immediatamente a ebollizione dopo averlo scremato. In ogni caso, cerchiamo sempre di acquistare alimenti che diano garanzie, sia sulla loro provenienza sia sul loro stato di conservazione. Sarebbe meglio perciò evitare i venditori improvvisati di cibi e bevande, anche se a volte, soprattutto all'estero, possono avere un tocco pittoresco. Anche i locali pubblici vanno scelti con cura, controllando dove possibile l'igiene del personale e delle stoviglie (purtroppo, non sempre è possibile verificare anche ciò che accade in cucina...). Inutile dire che l'igiene personale deve essere sempre molto curata, lavandoci abbondantemente le mani con sapone dopo aver utilizzato i servizi igienici di camping, bar e ristoranti. Pretendiamo dal gestore che le toilette siano sempre pulite e disinfettate, altrimenti cambiamo campeggio. All'interno del camper e della caravan, l'utilizzo delle zanzariere evita che le mosche, portatrici di germi, possano posarsi sul cibo. Per le zanzare, che in alcune zone anche dell'Italia possono veramente rovinare una vacanza, oltre a utilizzare insetticidi, diffusori elettrici, repellenti cutanei (sconsigliati per bambini sotto i due anni) e le sopra citate zanzariere, dobbiamo avere l'accortezza, soprattutto dopo il tramonto, di indossare abiti (mai dai colori scuri) sufficientemente spessi e che coprano il più possibile il corpo. Se qualche temerario volesse, con il proprio camper o con un veicolo preso a noleggio, avventurarsi nell'America centrale e meridionale, oppure in Medio oriente o nell'Africa tropicale, ricordiamoci che lì è ancora diffusa la malaria, quanto meno in alcune zone: dobbiamo perciò consultare il medico per una profilassi adeguata. Restando in zone più frequentate dalla maggior parte dei lettori, non dimentichiamo che gli insetti e altri piccoli animaletti possono penetrare all'interno dei vestiti, delle calze e delle scarpe. Scuotiamo perciò gli indumenti prima di indossarli: la puntura di un ragno o di uno scorpione,anche se non è certo mortale alle nostre latitudini, può però causare fastidiose irritazioni cutanee. Nei prati, in cui è vivamente sconsigliato andare scalzi o sdraiarsi con indumenti succinti, si annidano le zecche, le quali portano non poche malattie. Non dimentichiamo poi che in alcune zone dell'Europa è ancora presente la rabbia: non tocchiamo mai quindi animali che non conosciamo, il cui morso potrebbe rivelarsi molto pericoloso. I serpenti velenosi, come la nostra vipera, sono sufficientemente pacifici se non importunati. Evitiamo di molestarli e comunque usiamo prudenza quando attraversiamo zone rocciose o siamo in prossimità di corsi d'acqua.Anche per quanto riguarda l'attività principale dei turisti estivi, ovvero le lunghe ore trascorse in spiaggia, tra bagni in mare e bagni di sole, i medici danno preziosi consigli, al fine di evitare inconvenienti più o meno gravi. Per prima cosa, attenzione all'acqua: tra le più diffuse cause di morte dei turisti figurano quelle dovute ai bagni in mare, sia per annegamento che per tuffi in luoghi sconosciuti. Non entriamo quindi in acqua quando abbiamo in corso il processo digestivo e cerchiamo di non avventurarci oltre un certo limite, soprattutto se siamo da soli. I tuffi in prossimità di scogliere o dì anfratti rocciosi vanno per quanto possibile evitati, perché vi è il rischio molto elevato di subire lesioni, per cadute accidentali su parti dure e taglienti dei fondali marini. Anche le spiagge possono però provocare danni ama salute del bagnante. Se la sabbia è bagnata, nessun problema, ma se è asciutta, allora può essere rifugio di alcune specie di larve che provocano problemi cutanei di vario tipo. Per questo, è consigliabile non sdraiarsi mai direttamente sulla sabbia, ma usare sempre un asciugamani come protezione. Per fortuna, i Paesi normalmente frequentati dagli appassionati di caravanning non richiedono particolari vaccinazioni, non essendo luoghi dove esistono gravi patologie infettive. É però utile sapere che alcune vaccinazioni, anche se non obbligatorie, possono essere consigliate. Parliamo ad esempio dell'antitetanica, valida 10 anni e utile in caso di incidenti stradali, oppure dell'antidifterica, che può ancora essere indicata per chi si reca alcuni Paesi dell'Est. Anche vaccini contro l'epatite A e B non sono obbligatori, ma possono essere presi in considerazione da particolari categorie di turisti. L'epatite A si trasmette tramite escrementi organici, acqua infetta e cibi contaminati, mentre l'epatite B può essere contratta anche per una trasfusione di sangue non adeguatamente controllato: è quindi da valutare se ci rechiamo in Paesi dove il grado di affidabilità delle strutture sanitarie non è ai massimi livelli. Teniamo presente che eventuali vaccinazioni devono essere fatte per tempo. Non possiamo recarci all'Ufficio d'Igiene due giorni prima di partire, perché la profilassi richiede in genere almeno un mese di anticipo. In ogni caso, al di là delle sommarie indicazioni che qui possiamo dare, informiamoci adeguatamente e per tempo presso il più vicino reparto di malattie infettiva della ASL. Per problemi sanitari più "spiccioli" invece, cosa utile portare in vacanza una valigetta del pronto soccorso con i farmaci essenziali, in cui non devono mancare le necessarie scorte dei medicinali assunti attualmente, soprattutto dai cardiopatici e dai diabetici: non contiamo troppo sulla disponibili di farmaci delle farmacie estere perché se anche sono ben forniti possono non avere a disposizione il nostro farmaco, oppure lo possono avere con dosaggi o nomi diversi. Per concludere, un consiglio che i medici ripetono spesso: prima di tutto usate il buon senso!
I FARMACI più comuni in EUROPA >> i loro nomi in altri Paesi Europei
NB.-- L’elenco è solo rappresentativo e riporta solo alcuni dei farmaci più diffusi per patologie. |
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